Non c’è modo migliore per imparare a cucinare i piatti siciliani che prendere lezioni di cucina da qualcuno che conosce il cibo ed i vini locali. Uno  Chef palermitano vi guiderà attraverso i suoi corsi spiegandovi come preparare i piatti, e raccontandovi anche la loro tradizione e l’ importanza che rappresentano per la cucina siciliana. La  lezione di cucina  è aperta a tutti coloro che amano il cibo e desiderano imparare le tecniche di una disciplina affascinante e incredibilmente ricca, piena di segreti e in grado di suscitare forti emozioni. La lezione  si svolge in una location in pieno centro a due passi dal Teatro Massimo.   Durata:  2 ore circa   Minimo: 2 partecipanti   Quota: 70,00 euro a persona Orario: mattina da  concordare  

Menù:

– Arancina alla carne e al burro oppure vegetariana

arancino o arancina? Il dilemma non è semplice e coinvolge da secoli fior di linguisti, appassionati cuochi e semplici golosi. Quel che mette tutti d’accordo è la bontà di questo simbolo dello street food sicilianoCroccante al punto giusto, con la sua farcitura bollente, l’arancino o l’arancina che dir si voglia, non concede esitazioni ad alcun palato.econdo alcuni, è giusto arancina perché il nome deriva dalla forma di questa palla di riso impanata e fritta, che ricorda l’arancia. Però in dialetto siciliano l’arancia è al maschile, arànciu, e il dubbio rimane. Salomonicamente, l’isola si è divisa in due: Sicilia occidentale: arancina, Sicilia orientale: arancino.          

Caponata palermitana

a caponata è un noto piatto siciliano composto da verdure fritte, principalmente melanzane, e condite con salsa agrodolce. Non è chiaro da dove derivi questo nome alcuni affermano che il nome ci è stato tramandato dai  Monsù, che usavano la salsetta per conservare per poco tempo la cacciagione, fra cui il cappone, altri invece riferiscono che questo agro-dolce serviva, nelle tavole degli aristrocratici, per condire la lampuga tagliata a pezzi, pesce buono ma un po’ stopposo e comunemente chiamato da noi siciliani “capone”, ma che venne sostituito dal popolo, povero, dalle verdure ovviamente meno costose e più a portata di tasche.

Cannolo siciliano

Leggenda narra che il cannolo ebbe origine a Caltanissetta, comune siciliano conosciuto per la presenza di molti giacimenti di zolfo, tanto che nel passato la città fu addirittura soprannominata “capitale mondiale dello zolfo”. Il nome Caltanissetta in arabo significa “castello delle donne”; nel periodo della dominazione araba, gli emiri possedevano un harem ricco di donne e queste, per soddisfare i piaceri degli stessi, erano solite dedicarsi alla preparazione di molte pietanze, tra le quali il cannolo. Con l’arrivo dei Normanni, gli harem si svuotarono e la popolazione si convertì al cristianesimo. Ma la tradizione culinaria araba rimase e nei conventi della città di Caltanissetta si continuarono a produrre i cannoli.